Quando è cominciata l’involuzione di Kilombo? Su questo punto io, personalmente non ho dubbi, e come da mio carattere, mi assumo tutte le responsabilità e le conseguenze di quanto sto per rendere pubblico. Giudicherete voi, cari kilombisti. Secondo me il processo degenerativo, che è culminato in questi ultimi episodi incresciosi, è cominciato esattamente 6 mesi fa, allorquando, in redazione, ha fatto il suo ingresso trionfale un giovane blogger molto ambizioso. Sto parlando di Francesco Costa. Prima di procedere con un’esposizione attenta e dettagliata dei fatti, con criterio cronologico, è necessaria una premessa. A me Francesco non è antipatico, per certi versi lo ammiro, per altri lo stimo. Io non giudico la persona, perché ne ho grande rispetto. Quello che contesto e che pongo all’attenzione dei kilombisti è il comportamento di Francesco Costa come redattore.
Sei mesi fa, quando Francesco non era nemmeno stato eletto redattore, ed erano ancora aperte le elezioni, fu coinvolto in una querelle che lo vedeva contrapposto a Militante Autonomo. Allora mi arrabbiai molto perché il giovane ed imprudente Francesco, preso dalla boria della certezza di una sua elezione a redattore, minacciò Militante di espellerlo dall’aggregatore. La colpa di Militante? Sul suo blog aveva un’immagine della bandiera di Israele con una svastica all’interno. Scelta infelice, che io non condivido, ma il blog era il suo, ed un blogger, nel suo blog ci mette i banner che vuole. Com’è andata a finire? Militante fuori da Kilombo per sua scelta e Francesco redattore per 6 mesi. Un buon giorno che non mi piacque affatto e che già lasciava presagire un futuro di censura e di richieste di espulsione, cose che, i padri storici avevano sempre evitato con azioni diplomatiche guidate dal Jaco. Non ho problemi a dire che i 6 mesi di redazione in cui è stato in carica Francesco sono stati i peggiori per Kilombo e per i kilombisti. Mai viste tante crisi, tante censure, tante spaccature, tante richieste di espulsioni e tanti fuoriusciti. L’operato di una redazione si misura anche da questo. La redazione è legittimata ad agire dalla sua elezione democratica, ma la redazione deve rendere conto del suo operato alla base. In questi ultimi 6 mesi Kilombo ha conosciuto il periodo più buio da quando è nato, e non è stato fatto un solo progresso. Non una sola azione di miglioramento per l’aggregatore di sinistra che avrebbe dovuto competere con la professionalità di Tocqueville. Durante l’insediamento di Francesco si sviluppò un’altra querelle veramente stupida. Noi kilombisti fummo invitati da +blog a partecipare ai vari convegni organizzati nell’ambito della 5^ Fiera della piccola e media editoria a Roma. Io ero entusiasta per questa opportunità offerta a Kilombo, ma un aggregato, tale Saltino riteneva che Kilombo non dovesse partecipare perché l’organizzatrice dell’evento era una simpatizzante di An. Feci fatica a convincere la redazione che si trattava di una buona opportunità, a causa delle e-mail di protesta di Saltino. Ancora una volta mi ha salvato la saggezza di Jaco (allora ancora redattore). Durante la querelle sono stata ripetutamente offesa da Saltino che è arrivato persino a darmi dell’opportunista e della ladra. E qui mi riallaccio all’affaire Karletto Marx. Karletto ha ripetutamente offeso i redattori. Ha chiamato Costa “faccia di merda” e ha dato della “troia” alle due redattrici Ladytux e Samie. Offese gravi, certo, ma più gravi di dare dell’opportunista e della ladra ad una redattrice? Non credo. E allora perché nel primo caso, nessuno, dico nessuno ha mandato una sola e-mail per chiedere l’espulsione di Saltino, mentre adesso si è mobilitato un folto gruppo di kilombisti, tra i quali alcuni padri fondatori, per chiedere la testa di Karletto? E’ cambiata la Carta? No, semplicemente, come in tutte le cose di questo mondo, esistono gli intoccabili. Francesco Costa è un intoccabile. Tisbe no! Oppure, altrettanto semplicemente, la redazione di allora era molto più TOLLERANTE di quella attuale. Durante i 3 mesi nei quali ho condiviso il mio incarico di redattrice con Francesco, io ho sofferto molto, per tanti motivi. La fine dell’incarico è arrivato come una liberazione. In redazione il clima è cambiato: s’è fatto teso. Regnava l’incomunicabilità, e Francesco, era riuscito a creare uno dei meccanismi frutto della degenerazione e del tralignamento democratico: la cordata. Qualsiasi cosa accadesse, ai voti di Francesco, si aggiungevano immancabilmente quelli di Kamau, di Supra, e in ultimis, quasi per non contraddirli, [Povero] Bucharin. A quei tempi, io e Claudia finivamo sempre in minoranza. Con questo sistema di voto sono stati compiuti atti di vera ingiustizia democratica. Sono stati censurati post. Ricordo uno in particolare, in cui compariva una vignetta di KorvoRosso con soggetto Valerio Pieroni. La vignetta fu rimossa perché lesiva della dignità del Pieroni. Adesso, nella nuova querelle, KorvoRosso ha pubblicato una vignetta con soggetto Karletto Marx. Ovviamente in questa occasione non è stata riscontrata alcuna violazione della Carta, forse perché è cambiato il soggetto, anche se l’autore è lo stesso? Tutte le mie proposte presentate in redazione nell’arco degli ultimi 3 mesi di mio mandato sono state rifiutate dalla cordata Costa_Kamau_Supra, in cambio? L’immobilismo. Ed io, nel frattempo, ho visto, piano, piano, scemare il mio entusiasmo, sino ad isolarmi e a mettermi da parte. Ho pensato, persino, che il mio entusiasmo fosse stato scambiato per desiderio di comando, e per questo gli altri, nel timore che la mia personalità desse un’impronta troppo tisbista all’aggregatore, abbiano giocato all’ostruzionismo selvaggio. Gli eventi degli ultimi giorni, però, mi hanno fatto cambiare idea. Kilombo è un gioco che ha preso un po’ la mano a tutti, e ognuno vorrebbe gestirlo a sua immagine e somiglianza. Di fatto, le censure e le espulsioni sono mezzi per procedere in questa direzione. Poi s’è toccato il fondo con il Premio “Mezzaluna d’Oro”. Non ho mai condiviso la scelta della redazione (sempre la famosa cordata) di ricorrere al voto. E se si fosse trattato di un Premio cattolico? Sarebbe accaduto lo stesso? Fossi stata nella Iadl non avrei più consegnato il premio, per formale protesta contro un atteggiamento fortemente razzista. Sono uscita dalla redazione con un senso di sollievo che non si può immaginare. La presenza di Costa mi aveva lungamente provata, ma si sa, gli esseri umani non sono tutti uguali e non hanno tutti lo stesso grado di sopportazione e, a volte si commette il grave errore di passare dalla parte del torto. Essendoci passata, riesco a comprendere cosa deve essere successo nella mente di Karletto, ma attenzione, io non lo giustifico! Con il suo comportamento ha messo in difficoltà tutta la sinistra radicale. Con il suo comportamento ha tolto legittimità alle nostre sacrosante proteste per la rimozione del post di Dacia. Ora, i 6 mesi sono passati, Costa è fuori dalla redazione, e questa è già una bella notizia. Io spero che non si candidi mai più, e spero che nel caso si candidi, non venga eletto mai più. Perché è un elemento disturbatore, almeno quanto Karletto. Non me ne voglia Francesco Costa, io non sto offendendo nessuno, sto solo esprimendo un mio modesto parere riguardo l’operato di Costa come redattore/diplomatico. Nulla da eccepire sul suo lavoro per la parte tecnica. Francesco è un grande lavoratore, ma è un accentratore, e lui non è adatto a fare il redattore, io gli auguro di diventare il segretario di un partito politico, sarebbe perfetto!
Cari kilombisti, io sono fuori da Kilombo, ed è per questo motivo che ho voluto rendervi partecipi della vita interna della redazione e dei suoi meccanismi. L’ho fatto anche per amore della verità e conto su di voi perché siate saggi nella duplice scelta elettorale. Alla luce dei fatti descritti in questo post vi chiedo di votare contro l’espulsione di Karletto Marx da Kilombo perché, altrimenti si creerebbe un precedente pericoloso e si potrebbe chiedere l’espulsione per chiunque perda le staffe ed offenda un altro kilombista. Cerchiamo di essere civili e richiamiamo Karletto. Facciamogli una bella strigliata ma lasciamolo dentro Kilombo, com’è giusto che in Kilombo ci sia anche Saltino (il quale dovrebbe aggregare più spesso). Vi invito a votare come redattore Jaco, un padre storico pieno di grande saggezza e dotato di grande diplomazia. Io mi fido ciecamente di lui, e si è candidato per “salvare” Kilombo da questa deriva involutiva che lo condurrebbe alla morte. Un altro blogger che per la sua grande capacità di dialogo, per la grande moderazione che esprime nei suoi scritti, merita il ruolo di redattore è Falecius. A onor del vero anche gli altri 2 candidati, Spartacus Quirinus e Skeight non sono male. Mi stanno bene entrambi.
Un episodio che merita la vostra attenzione, e che rendo pubblico per amore della trasparenza, vede sempre protagonista Francesco Costa. A poche settimane dal suo insediamento, senza chiedere l’opinione dei colleghi redattori, ha creato una nuova mailing-list redazionale, escludendo, di fatto, i tecnici di Kilombo tra i quali Jaco che è anche il proprietario del dominio Kilombo. Mi chiedo, cosa sarebbe successo se fossi stata io a prendere un’iniziativa senza consultare i colleghi? Di certo avrei fatto la fine di Karletto. Ora vi chiedo, alla luce di questi fatti, chi è il dittatore? Francesco Costa o Karletto Marx? Chi è che ha vinto? Francesco Costa o Karletto Marx?
Vogliamo che Kilombo rappresenti un’Italia miniaturizzata, dove si compiono abusi di potere e si mantengono i segreti di stato, o vogliamo un Kilombo trasparente?
Io ho anche una proposta per evitare che in futuro si creino situazioni analoghe alla gestione Costa, per evitare, in altre parole, che si crei una “cordata” che di fatto limita l’esercizio democratico. Propongo il voto segreto, da esercitare mandando una e-mail, non alla mailing list redazionale, ma all’indirizzo di un garante scelto dai kilombisti. Il quale renderà noto il risultato solo a maggioranza dei 2/3 raggiunta. In questo modo il redattore dominante non potrà esercitare la sua influenza sul resto della redazione.
Voi mi chiedete perché ho reso noto tutti questi episodi solo adesso? E’ semplice! Per non essere purgata. Adesso, fuori da Kilombo mi sento al sicuro: nessuno potrà chiedere la mia espulsione. Fate la scelta giusta e salvate Kilombo. Io sono disposta a sacrificarmi per Kilombo. Sono disposta a non rientrare mai più se questo dovesse servire a salvarlo da derive dittatoriali mascherate da finte democrazie.
Aggiornamento: sì è candidato alla carica di redattore anche Mario